L'Art. 2 del nostro statuto cita quanto segue:
...promuovere la democrazia, la giustizia nei rapporti umani, il pluralismo, la partecipazione civile, la pratica e la difesa delle responsabilità e delle libertà civili, individuali, collettive ed una cultura di pace e di equità.
In questo colabrodo morale, che è l'Italia, questa è un'impresa ardua. Prima si comincia a farlo seriamente e meglio è. La PRATICA DELLA RESPONSABILITA' è davvero un concetto estraneo nel nostro paese, dall'impiegato statale al costruttore edilizio, passando per l'operaio, la capacità di assumersi responsabilità è rifuggita con ostinazione ed insistenza, nessuna via concreta o psicologica viene trascurata se allontana dalle proprie responsabilità e può far ricadere le conseguenze delle proprie omissioni su altri. Se poi si tratta di risparmiare denaro, o lasciare ad altri l'onere di sistemare cose che sarebbe proprio compito sistemare, l'atteggiamento è considerato dote di un bravo imprenditore.
Però furbizia, bravura ed intelligenza sono tre doti molto diverse tra di loro, ed è davvero utile cominciare a fare dei distinguo. Non per accusare o stigmatizzare qualcosa o qualcuno, ma per rendere chiaro ed inequivocabile quali sono i ruoli di ciascuno. Non mi sono assunto l'onere e l'onore della costituzione burocratica dell'associazione e della presidenza per ingrossare le tasche di burocrati ed avvocati, perché ritengo che con la chiarezza, piano piano, le persone possano imparare ad accordarsi e collaborare. In fin dei conti siamo tutti sulla stessa barca, ed è meglio cercare di aiutarsi a vicenda piuttosto che fregarci. I video a seguire servono come base per tenere tutti informati. Se in alcuni giorni ho il broncio, sapete perché. A presto.
Nessun commento:
Posta un commento