martedì 19 marzo 2013

Tai Sinh Vo - Sabato 6 Aprile

Allenamento di Vo Co Truyen forma Lão Hổ Thượng Sơn 19 marzo 2013

Dalle ore 15.00 alle 18.00 presso l’Associazione Mana, in via misurina 1 a Mestrino (PD) si terrà un allenamento per lo studio/ripasso della forma Lão Hổ Thượng Sơn presente nel programma di Vo Co Truyen. L’ allenamento è a numero chiuso max 15 persone, la quota prevista per i soci uisp è 10€. L' evento è aperto anche ai tesserati csen ed asi, al costo di 15€. Per informazioni rivolgersi a taisinhvo@gmail.com oppure presso la segreteria mana: 380 239 8524 – ciaomana@gmail.com

martedì 12 marzo 2013

ASSOLUTISMI RELATIVI


  • Per quali motivi il relativismo sarebbe un problema?
  • Perché si afferma che a 50 anni uno non può avere solo dubbi?
  • Perché per alcune persone è di così vitale importanza considerare la verità come una ed una sola, fosse anche la verità dell’amore?
  • Quali sono i rischi derivanti da queste affermazioni?
  • Se la verità unica è l’amore, ma noi lo descriviamo attraverso rappresentazioni, possiamo parlare davvero di una sola verità?
  • Quanti riescono ad ammettere che esiste differenza tra verità e rappresentazione?
  • C’è maggior rischio di inciampare nell’arroganza esercitando relativismi od esercitando determinismi?
  • Quand’è che si rischia di farsi garanti dell’imponderabile?
  • Cos’è il relativismo assoluto?
  • Cos’è il determinismo relativo?
  • Quanto sottile è il confine tra questi concetti e l’assolutismo?
Secondo Ugo Fabietti, professore ordinario di Antropologia culturale presso la Facoltà di Scienze della formazione, e presidente della Scuola di dottorato in Scienze umane dell’Università degli Studi di Milano-bicocca.

Se il razzismo classico proponeva una visione di un’umanità “a comparti” gerarchizzati chiamati “razze”, la sua riedizione moderna non fa più riferimento a fattori di tipo biologico ancorché non manchino esempi recenti di tentativi miranti a restaurare un razzismo su basi ideologiche. Il razzismo attuale si alimenta piuttosto di un relativismo culturale estremo. Anziché presentare una visione dell’umanità a comparti gerarchizzati, il nuovo razzismo fa delle culture umane degli universi assolutamente distinti ed incomunicanti (non gli è quindi estraneo il concetto di apartheid e neppure quello di pulizia etnica). Il razzismo moderno è un razzismo culturale, de-biologizzato. Ad esso importa frammentare l’universo umano in tanti isolati per giustificare il rifiuto e l’esclusione; non è interessato ad affermare una gerarchia tra le culture, poiché tale gerarchia è già implicita nell’esclusione che esso opera in virtù del principio della differenza. […]L’antropologia odierna è, nel fondo, relativista, e per essa le culture valgono per quello che sono. Ma questo relativismo non è quello assoluto del neo-razzismo, poiché non implica né separazione né esclusione. L’atteggiamento relativista dell’antropologia coincide piuttosto con quella “sospensione del giudizio” di cui si è detto e che costituisce la premessa di ogni comprensione della differenza culturale. […]è l’uso che è stato fatto dell’antropologia ad aver portato alla legittimazione di un’immagine frammentaria dell’umanità.
Ora se trasportiamo il ragionamento ad una relazione tra individui, possiamo osservare una tendenza generale a rifiutare qualsiasi forma di gerarchia, che può anche essere una forma di comunicazione tra le parti, in virtù di una osannata uguaglianza democratica che ha alimentato l’illusione di una società formata da individui che pretenderebbero di essere gli autocrati di se stessi. Ci troviamo di fronte a delle uguaglianze che isolano, dividono ed escludono. Una società di questo tipo non può esistere come tale. Non può essere coesa. Non è di fatto in grado di operare per il benessere collettivo. Perciò si disgrega. Questo può essere un esempio del rischio presente nel relativismo estremo: l’estrema parcellizzazione sociale.
Se con la frase “a 50 anni uno non può avere solo dubbi”, si intende dire che ad una certa età e maturità bisogna avere le idee chiare almeno su qualcosa, si può anche concordare.

  • Ma chi ha detto che avere solo dubbi significhi non avere le idee chiare? 
  • Chi ha stabilito che i cosiddetti dubbiosi non abbiano una direzione da seguire nella vita?
  • La frase rappresenta un relativismo estremo o la volontà di un determinismo assoluto?
  • Dove troviamo in noi la capacità di sottoporci a quel relativismo sano, di stampo antropologico, di cui parlavamo prima?
  • E’ possibile che le nostre certezze ci facciano rifuggire da questo scomodo “essere studiati”?
Durante le scorse puntate, abbiamo spesso parlato di credenze, verità ed appartenenze che fungono da fissanti per il proprio senso di identità.

  • Se si afferma che l’amore/la verità è una sola, non c’è il rischio di perdere di vista il fatto che le rappresentazione di quella realtà unica sono infinite?
  • Se perdiamo di vista questa molteplicità, se finiamo col negarla, come stiamo agendo, con un relativismo estremo o con un determinismo assoluto?
  • Quanto in profondità può insinuarsi l’arroganza, e per quali ragioni?
Potremmo dire, secondo il nostro punto di vista, che nell’ambito sociale è molto facile confondere delle verità oggettive con delle necessità oggettive. È altresì facile scambiare una percezione del mondo con una necessità oggettiva. Categorizzare le percezioni del mondo sociale è una necessità oggettiva, per chi si serve del determinismo logico come strumento di affermazione della propria identità. In pratica si sottolineano le differenze con gli altri per stigmatizzarli e riuscire ad autocelebrare se stessi. Da qui, che cosa accadrebbe se noi fossimo due veggenti che dicono che la verità è una sola, e quella unica verità dice che gli esseri umani non possono esprimere la verità, ma solo rappresentazioni approssimative della stessa? Potremmo ben dire che un relativismo è estremo quando implica separazione ed esclusione. Ma potremmo dire la stessa cosa del determinismo. Il problema, il male cosiddetto, non è rappresentato dal relativismo o dal determinismo, bensì da tutti quei comportamenti che implicano separazione ed esclusione, siano essi relativisti o deterministi. Rinunciare alla separazione ed all'esclusione è la premessa di ogni comprensione delle differenze culturali.

Dal libro di Giuseppe Faso Lessico del razzismo democratico. Le parole che escludono, ed. Derive Approdi, 2008
Il fondamentalismo esiste, eccome. Le sue caratteristiche fondamentali sono: 
  • la convinzione che esista una verità che deve valere sia nei rapporti verticali (uomo – Dio) che in quelli orizzontali (uomo – società);
  • il tentativo di calare le norme del libro sacro (scritto o presunto) alle forme di azione sociale e politica; 
  • il trasferimento di linguaggi e concetti dal campo religioso al campo politico; 
  • la forza di mobilitazione collettiva, per cui il leader, appellandosi alla verità, richiama una collettività che si ritiene in pericolo, minacciata da un Nemico (esterno o interno), che si tende a far coincidere col Diavolo, il Male ecc. la lotta del Bene contro il Male. Questi quattro punti possiamo vederli in atto, giorno per giorno, ripetuti ossessivamente (e a diversi livelli di rozza banalità), su tutti i giornali. Una forma, non presunta, di fondamentalismo atlantico.

giovedì 7 marzo 2013

Festa della donna

Prima che i colloqui, gli incontri, i corsi e gli impegni mi assorbano, vorrei portare l'attenzione a quel principio femminile, quella fortuna donata dal cosmo, di cui MANA è benedetta. Potete solo vagamente immaginare quanto sia benefica, importante, e spesso invisibile la sua presenza. Evitiamo di darla per scontata.
CHIARA GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE! GRAZIE!

martedì 5 marzo 2013

Aiki Shin Taiso



L'Aiki shin taiso è una disciplina di sviluppo personale fondata sulla presa di coscienza. Ginnastica d'armonizzazione dell'energia, alterna posture, marce, movimenti, meditazioni, creando un linguaggio strutturato che si adatta alle nostre coscienze, sia mentali che corporee.
L'Aiki shin taiso, equilibrando le energie interne ed esterne, permette un buon funzionamento dell'individuo, sul piano fisico, fisiologico e psichico.
Il praticante di aiki shin taiso nel volgere di alcuni mesi constata cambiamenti importanti del proprio corpo che, reso più saldo, sciolto, energico e sensibile, diviene uno strumento di comunicazione attivo, tanto con se stessi che con gli altri, oltre che con la sfera materiale e umana.
Le capacità d'azione, decisionale, di percezione sensoriale e intuitiva, di cogliere emozioni, aumentano considerevolmente mediante la pratica quotidiana.

Domenica 10 Marzo 2013, in via Misurina 1 a Mestrino (PD), presso la sede dell'associazione MANA, il Maestro di Aikido ( 5° dan) ed Aiki Shin Taiso Marco Favretti, terrà un seminario teorico pratico di Aiki Shin Taiso, dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 16:30.
E' necessario munirsi di un abito comodo o di un dogi per arti marziali.


Per i tesserati Mana, Uisp, CSI e Libertas, il costo sarà di 55 Euro, mentre per gli esterni sarà di 90 euro.
Info - segreteria: 380 239 8524 - ciaomana@gmail.com

Per iscrizioni potete contattarci od effettuare un bonifico a MANA A.S.D.
IBAN: IT91 U076 0112 1000 0101 1082 656

ED INVIARE UNA MAIL DI AVVENUTO PAGAMENTO A
ciaomana@gmail.com

LE ISCRIZIONI ED I PAGAMENTI DOVRANNO ESSERE EFFETTUATI ENTRO E NON OLTRE GIOVEDI' 7 MARZO 2013

GRAZIE

sabato 2 marzo 2013

Amore, paura e dolore?

La nostra mente è davvero abile a trovare modi nuovi di giustificare le cazzate di sempre. La miseria si veste da missionario, e con parole dolci, suadenti e carismatiche, ci sussurra all'orecchio di continuare a coltivare la nostra contorta apologia del dolore. Non sappiamo ammettere di essere stati condizionati a pensare che
SE NON FA MALE NON É VERO, NON CONTA, NON É NÉ REALE NÉ VALIDO.
Difficile ammettere di ricercare la sofferenza perchè non sappiamo sentirci vivi diversamente. Difficile arrivare al bivio minuto dopo minuto, e voltare verso dove non si conosce. Più facile procedere nella stessa direzione di ieri, scrivendo il nome di una città mai visitata, sul cartello stradale che indica la via del noto, del trito e ritrito. Chilometri e chilometri percorsi, e non riuscire a guardarsi allo specchio.
E mi ritrovo compassionevole...prima verso la moltitudine smarrita entro le proprie certezze, e poi verso me stesso...concedendomi l'ignoto ogni giorno...è li che riesco ad incontrarmi. Mettere un tappo alla paura coi determinismi, e reprimere il relativismo, significa non volerla affrontare. Le nostre rappresentazioni mentali dell'amore non sono l'amore stesso. E se non sappiamo lasciare andare una rappresentazione dell'amore, di fronte ad una relazione, continuiamo a confondere l'amore con la paura ed il dolore.  Poichè paura e dolore saranno travestite d'amore, continueremo a coltivarli, a difenderli, ad alimentarli. É in questo modo che quotidianamente nobilitiamo scioccamente il nostro allontanare l'amore da noi, il nostro fuggirlo. Al bivio prendiamo la via del dolore e della paura, ma prima di incamminarci cambiamo la scritta sul cartello. Scriviamo Amore con la A maiuscola, e quando riusciamo a credere al nostro stesso inganno, allora riusciamo a correre entusiasti verso il disastro. Che spettacolo la complessità umana.

mercoledì 27 febbraio 2013

Corso amatoriale di Shiatsu

Martedì 5 Marzo 2013, dalle ore 15:00 alle ore 17:00, inizierà il CORSO AMATORIALE DI SHIATSU. Lo shiatsu proposto all'associazione Mana rivolge particolare attenzione allo sviluppo della sensibilità e dell'ascolto energetico. Nel corso delle 24 ore complessive del corso si esploreranno tecniche di stiramento dei meridiani, tecniche di autoshiatsu, ed alcuni katà di approccio a questa articolatissima pratica. Dal punto di vista teorico si getteranno le basi per la comprensione della Medicina Tradizionale Cinese.

Il corso si svolgerà con cadenza settimanale, tutti i martedì dalle 15:00 alle 17:00, fino al raggiungimento delle 24 ore previste.

Per gli iscritti a Mana il costo sarà di 200 euro, mentre per i non iscritti di 235 euro.

Info e prenotazioni: ciaomana@gmail.com - 380 239 8524


GRAZIE

martedì 26 febbraio 2013

Stage di Aiki shin taiso

Aiki Shin Taiso


L'Aiki shin taiso è una disciplina di sviluppo personale fondata sulla presa di coscienza. Ginnastica d'armonizzazione dell'energia, alterna posture, marce, movimenti, meditazioni, creando un linguaggio strutturato che si adatta alle nostre coscienze, sia mentali che corporee.
L'Aiki shin taiso, equilibrando le energie interne ed esterne, permette un buon funzionamento dell'individuo, sul piano fisico, fisiologico e psichico.
Il praticante di aiki shin taiso nel volgere di alcuni mesi constata cambiamenti importanti del proprio corpo che, reso più saldo, sciolto, energico e sensibile, diviene uno strumento di comunicazione attivo, tanto con se stessi che con gli altri, oltre che con la sfera materiale e umana.
Le capacità d'azione, decisionale, di percezione sensoriale e intuitiva, di cogliere emozioni, aumentano considerevolmente mediante la pratica quotidiana.

Domenica 10 Marzo 2013, in via Misurina 1 a Mestrino (PD), presso la sede dell'associazione MANA, il Maestro di Aikido ( 5° dan) ed Aiki Shin Taiso Marco Favretti, terrà un seminario teorico pratico di Aiki Shin Taiso, dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 16:30.
E' necessario munirsi di un abito comodo o di un dogi per arti marziali.


Per i tesserati Mana, Uisp, CSI e Libertas, il costo sarà di 55 Euro, mentre per gli esterni sarà di 90 euro.
Info - segreteria: 380 239 8524 - ciaomana@gmail.com

Per iscrizioni potete contattarci od effettuare un bonifico a MANA A.S.D.
IBAN: IT91 U076 0112 1000 0101 1082 656

ED INVIARE UNA MAIL DI AVVENUTO PAGAMENTO A
ciaomana@gmail.com

LE ISCRIZIONI ED I PAGAMENTI DOVRANNO ESSERE EFFETTUATI ENTRO E NON OLTRE GIOVEDI' 7 MARZO 2013

GRAZIE