giovedì 10 gennaio 2013
domenica 6 gennaio 2013
PERSONALE COLLETTIVO / COLLETTIVO PERSONALE
Vivere in una comunità richiede impegno e maturità. L’impegno
è una questione di volontà, la maturità di esperienza. La volontà deve esserci,
la maturità si acquisisce con le esperienze. Una comunità è di certo
catalizzatrice di esperienze, perciò possiamo dire che se c’è l’impegno, la
maturità giunge.
Uno dei punti fondamentali che contraddistingue lo sviluppo
di una figura dirigenziale, è la capacità di distinguere tra i problemi
personali ed i problemi collettivi. Quando il collettivo ed il personale si
mescolano la soluzione dei problemi diventa dolorosa e tragica, perché c’è
sempre qualcuno che si trova a pagare per conto di qualcun altro.
Che piaccia o meno, nel nostro settore il personale ed il
collettivo capita che si mescolino. I motivi principali sono cinque: innamoramenti,
sesso, soldi, immagine e prestigio. A causa di questi fattori le persone
immature cominciano a mentirsi, a dissimulare, a dire una cosa per un'altra,
propagandare mezze verità, seminare zizzanie, nutrire invidie, gelosie,
rancori, meditare vendette, ed a fare buon viso a cattivo gioco…in breve…la
collettività diventa un luogo pesante, finto ed indegno di fiducia.
Se l’individuo non fa delle scelte radicali per arginare
questi comportamenti, diventa un agente di contagio, un untore, e si ritrova
invischiato nel vortice del pettegolezzo. Tutto si riduce ad un puttanaio. Ad
una cloaca di meschinità.
La tendenza non dichiarata a questo punto è la formazione di
collettività di consenso o di dissenso a qualcosa o qualcuno, dove si osserva
la disdicevole abitudine a ridurre la complessità del reale al semplice “o
amico o nemico”. Questa barbarie gratuita, capace di negare e reprimere mondi
di sentimenti, ed attuata all'unico scopo di compiacere il bambino ferito che è
in noi, spinge la società a trasformare i collettivi in istituzioni del torto,
il quale diventa l’unico linguaggio possibile. Ecco che qualsiasi azione
compiuta da un collettivo risulterà come “subire un torto” da parte di un
altro. Il risultato sociale che se ne avrà sarà l’istituzionalizzazione del
torto, il torto come forma di governo di una massa di individui ridotta a
puntarsi il dito contro.
Ci sono individui che si sollazzano piacevolmente in questa
miserabile realtà, altri che delusi, nauseati, sfiduciati si ritirano nelle
proprie quattro mura domestiche, finendo col disinnescare la magia della
propria vita. Altri ancora invece reagiscono e mettono in guardia, tentano di
costruire realtà alternative, e trovandosi a contatto con la vecchia dinamica
del torto, prendono delle contromisure radicali. Chi si sollazza ha due
possibilità: la prima, aizzare contro coloro che reagiscono tutto il mondo
del “dito e del torto” con la demagogia della democrazia, facendoli apparire
come dittatori; la seconda, cercare di vigilare su di sé per individuare le
proprie ferite di bambino e la propria tendenza a battere i piedi a terra per pretendere
ciò che reputa gli sia stato tolto, innescando un meccanismo che è invece
intrinsecamente democratico (e non demagogico), cioè quello della
responsabilità di se stesso. È solo a questo punto che si aprirà per lui la
possibilità di abbandonare la tendenza alla vendetta e ad altre contorte forme
di soddisfazione per passare al riconoscere una dignità ai bisogni propri ed a
quelli di chi lo ha ferito, senza paragonarli ad astratte moralità (per quanto
socialmente accettabili). Ed è in seguito a ciò che l’adulto che è in lui sarà
capace di lasciare andare alle sue spalle ciò di cui non ha più bisogno, per
lasciare spazio a ciò che può gratificarlo più pienamente. Solo individui così
maturi possono generare una collettività degna di questo termine.
Ci vuole impegno e maturità…è un appello.
Il presidente
mercoledì 2 gennaio 2013
Assemblea dei soci 18/01/2012 ore 20:45
Un caro saluto.
Questa assemblea è aperta a tutti i tesserati dell'ASD MANA. Prima convocazione 20:45, seconda convocazionione 21:15.
Questa assemblea è aperta a tutti i tesserati dell'ASD MANA. Prima convocazione 20:45, seconda convocazionione 21:15.
ordine del giorno
- rendiconto (parziale)
- proposte attività
- vita associativa
- varie ed eventuali
Questa assemblea è per tutti coloro i quali volessero partecipare maggiormente alla vita dell'associazione.
Un abbraccio.
mercoledì 26 dicembre 2012
Tai Chi Chuan
Mercoledì alle ore 20:00, corso di Tai Chi Chuan con l'istruttore Emanuele Borgato
sabato 22 dicembre 2012
Trasparenza Soci: condizioni iniziali sede MANA
L'Art. 2 del nostro statuto cita quanto segue:
...promuovere la democrazia, la giustizia nei rapporti umani, il pluralismo, la partecipazione civile, la pratica e la difesa delle responsabilità e delle libertà civili, individuali, collettive ed una cultura di pace e di equità.
In questo colabrodo morale, che è l'Italia, questa è un'impresa ardua. Prima si comincia a farlo seriamente e meglio è. La PRATICA DELLA RESPONSABILITA' è davvero un concetto estraneo nel nostro paese, dall'impiegato statale al costruttore edilizio, passando per l'operaio, la capacità di assumersi responsabilità è rifuggita con ostinazione ed insistenza, nessuna via concreta o psicologica viene trascurata se allontana dalle proprie responsabilità e può far ricadere le conseguenze delle proprie omissioni su altri. Se poi si tratta di risparmiare denaro, o lasciare ad altri l'onere di sistemare cose che sarebbe proprio compito sistemare, l'atteggiamento è considerato dote di un bravo imprenditore.
Però furbizia, bravura ed intelligenza sono tre doti molto diverse tra di loro, ed è davvero utile cominciare a fare dei distinguo. Non per accusare o stigmatizzare qualcosa o qualcuno, ma per rendere chiaro ed inequivocabile quali sono i ruoli di ciascuno. Non mi sono assunto l'onere e l'onore della costituzione burocratica dell'associazione e della presidenza per ingrossare le tasche di burocrati ed avvocati, perché ritengo che con la chiarezza, piano piano, le persone possano imparare ad accordarsi e collaborare. In fin dei conti siamo tutti sulla stessa barca, ed è meglio cercare di aiutarsi a vicenda piuttosto che fregarci. I video a seguire servono come base per tenere tutti informati. Se in alcuni giorni ho il broncio, sapete perché. A presto.
martedì 11 dicembre 2012
Pensavo
Molte volte si usa la parola pensavo per giustificarsi di qualcosa. Spesso lo faccio pure io, non è una regola ma capita. In molte circostanze in cui me lo sento dire da altri, ultimamente, mi ricordo le parole pronunciate in circostanze simili da una Donna meravigliosa che conosco:
"anche a me piacerebbe che il mondo andasse come penso io, invece devo fare fatica per interfacciarmi col pensiero ed i modi di fare degli altri".
Ci sono persone con le quali non dobbiamo dire molte cose per trovare un'armonia operativa, altre che necessitano di molte spiegazioni e garanzie. C'è una terza categoria più particolare, dove a parole sembra che vada tutto bene, che sia tutto a posto, tutto chiaro, tutto compreso ed assodato, ma quando vanno ad agire ci accorgiamo che i gesti che compiono non si accordano alle discussioni fatte, bensì ad una "logica" molto personalizzata. Ci ritroviamo quindi a mettere i puntini sulle i, a piantare paletti, a spiegare l'importanza di certe figure e certi ruoli ed alla necessità di rispettarli per operare serenamente ed efficacemente. Il risultato con questi personaggi è la concretizzazione di nuovi equivoci. Ogni spiegazione serve solo a legittimare mancanze che ci saranno o giustificare omissioni già avvenute. Personalmente, da un certo punto in poi, lascio queste persone pensare a quello che fa loro comodo pensare, e me ne frego delle accuse di cui mi faranno oggetto, a causa del mio "liberarmi". Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
domenica 9 dicembre 2012
AIKIDO lezioni gratuite il 10 e il 17/12/2012
Ho incontrato il M° Favretti per la prima volta nel
2007. Il suo incontro rappresenta per me il momento
ad oggi più importante di tutta la mia storia
marziale. L’aikido che propone è la trascendenza
dell’arte marziale stessa. Nel silenzio
della pratica è possibile interiorizzare concetti come:
• Conflitto creatore “vittoria giusta” e non violenza.
• Spazio - tempo, sguardo e libertà.
• Meguri interno, estetica ed efficacia
• Ideologia pacifista / Natura e marzialità
Ho fortemente voluto questo corso perchè penso
che l’aikido sia in grado di togliere il marzialistatradizionale
da una serie di conflitti interiori
che la pratica gli porta. Ritengo che l’aikido
del M°Favretti sia una delle poche vie efficaci
rimaste per estirpare gradualmente dall’individuo
le radici dell’ignobiltà così fortemente alimentate
dalla nostra società consumistica. Consigliatissimo
per tutti, bambini, adulti ed anziani.
Alessandro Barison
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